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L’albero dell’Olivo

La pianta d’olivo è da sempre contrassegnata da un’aureola di sacralità. L’albero fu caro a Pallade Atena che la volle sull’Acropoli ateniese, lo fu per i seguaci di Cristo, per gli Assiri e i Babilonesi e si racconta che Seth, figlio di Adamo, alla morte di questi gli avesse posto tra le labbra un seme di olivo per far nascere lì la pianta sacra simbolo della purezza e della rigenerazione.

Fu il balsamo d’olivo ambito dagli eroi d’Eliade per ungersi il corpo prima delle battaglia e non vi fu lampada votiva che non si alimentasse del "balsamo che dà luce". Miti che ritornano nelle storie antiche dei contadini del Sud timorosi a fronte di quest’albero contorto che, stroncato dal fulmine, rinasce dalla radice in forza di giovani polloni robusti ed...eterni.

Pianta di olivo della varietà Ortice

La pianta appartiene allo scenario dell’Appennino Meridionale, a volte negli areali interni, altre quasi a precipizio su rocce insicure degradanti vero il mare. Il frutto è una drupacea che può essere consumato con brevi operazioni di salatura ma, schiacciato, dà un fluido speciale con caratteristiche organolettiche di tutto pregio.

Sapido, a volte graffiante al palato, altre volte vellutato a sapore d’erbaggi freschi e di mandorle, esprime eccezionali virtù dietetiche. Favorisce il flusso biliare, abbassa il colesterolo dannoso, "combatte" l’arteriosclerosi, il diabete e la stessa obesità.

L’Olivo in Campania

L’olivo in Campania costituisce un elemento caratterizzante sia del paesaggio che dell’economia di vaste aree della regione. Alcune di eccezionale bellezza. Fa da scenario alle colline di Benevento e dell’Irpinia ma prospera sulle pendici di Sorrento e di Palinuro per precedere poi la zona del "castanetum" nelle aspre contrade della intera regione.

Non di rado si incontrano piante maestose dai tronchi antichi, scrigni contorti della storia delle borgate, sostentamento di generazioni di contadini, legami viventi con persone care. Nell’aria gli odori delle sanse esauste segnano il primo inverno e per i tratturi corrono veloci piccoli carri carichi di drupe mature. Si raccolgono le reti ai piedi dei giganti secolari.

Nell’ultima ricerca compiuta dall’Assessorato Regionale per l’Agricoltura Campana sono state rinvenute e descritte 32 varietà e le piante capostipiti sono conservate in "screen house" presso l’Azienda Improsta in Eboli, al centro della Piana del Sele dove è stato realizzato un impianto di piante madri.

In Campania vengono prodotti ben 3 tipi di olio extravergine D.O.P.: Colline Salernitane, Colline del Cilento e Penisola Sorrentina. Per altri tre oli sono state inoltrate richieste per il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP). Questi sono: olio extravergine di oliva Colline Beneventane, olio extra-vergine di oliva Sannio-Caudino-Telesino ed olio extra-vergine Colline dell’Ufita.


...La gelosia è un abbaiare di cani che attira i ladri ... (Karl Kraus)
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